granita e brioche siciliana almond sicilian

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L’aria fresca che gonfia le tende della mia stanza mi dice che l’estate si avvia ad essere un ricordo. La tavolozza dell’autunno si fa già largo tra le fronde e raggiungerà presto i nostri giardini, le strade e i cortili. Pochi giorni ci separano dall’arrivo della stagione del tiepido arancio e del marrone intenso. Cosa rimane dei mesi appena trascorsi? Quali scorci serbiamo nella memoria, quanti colori ci appaiono ancora vividi, quali sapori cerchiamo di rievocare? Se penso alla mia estate, penso alla Sicilia. Impossibile per me condensare in poche righe la maestosa architettura di Catania , l’inarrivabile barocco color miele di Noto, la straniante grandiosità dell’Etna, il selvaggio azzurro del mare di Vendicari, la rarefatta eleganza di Siracusa, o l’aspra bellezza di Cavagrande. Quindi rinuncio e mi affido solo all’eco lontano di un unico momento, di un attimo che in uno sforzo pignolo mi trascina di nuovo su quella sedia di ferro battuto, in quell’elegante pasticceria di Via Etnea ad inebriarmi di gelido velluto alla mandorla. Seguite, ve ne prego, anche voi questo sentiero. Anzi, lasciatevi condurre.

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